10 GIUGNO 2008
THE ROSE ENSEMBLE
Uboldo - Sala della Comunità
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“Ka Makua mana loa, Maliu mai ia makou/ E haliu aku nei me ka na’au ha’aha’a./
E mau ka maluhia o nei pae ‘ aina/ Mai Hawai’i a Ni’ihau/ Ma lalo o kou malu.”
“Padre onnipotente, rivolgiti a noi/ noi cerchiamo con cuore umile/
la pace eterna su queste isole/ da Hawaii a Niihau/ con la tua protezione.”
Quando Mark Dietrich, il basso, ha intonato la melodia con la sua mini chitarra hawaiana accompagnato da Wade Oden alla chitarra, in sala si è diffuso il soave suono dei popoli del Pacifico Orientale e a tutti è sembrato di vedere nitidamente le ghirlande al collo delle donne hawaiiane. A poco a poco si sono aggiunti al crescendo musicale tutti gli elementi del coro e per ultima una figura carismatica, una hawaiiana vera, Kim Sueoka la soprano, che ha cantato quei versi con voce dolce accompagnati dai gesti tipici della sua gente ballando la “hula”, la tipica danza locale. Canti e danze alle Hawaii per i popoli primigeni servivano a trasmettere alle generazioni successive saggezza, storia ed esperienza. L’Hula era l’elemento piú importante per la conservazione della cultura hawaiana. Per questo veniva scelto in ogni famiglia qualcuno che imparasse la danza ed il modo di trasmetterla. Danzando l’antico stile Hula “kahiko", Kim è stata accompagnata da strumenti musicali come due tamburi ”pahu" e “puniu". Nella danza le braccia prima mimano il rullo, poi parallele e unite vanno a destra , poi assieme a sinistra, poi si aprono simmetriche fanno una evoluzione interna della mano e sostenute nel gesto dal bacino ondeggiante si sono aperte verso l’alto. In Kim c’era un pò di tutto dell’umanità e della sua esperienza, occhi a mandorla degli asiatici, naso leggermente aquilino dei Peruviani, mascelle marcate dei messicani, passione per la vita, un accenno di danza del ventre degli egiziani, amore per la natura e pace nei versi.
E’ stato ancora un successo questo concerto organizzato da “La Fabbrica del Canto” di Legnano e fortemente voluto a Uboldo per la quarta volta consecutiva da Officine Musicali, dalla Pro Loco Uboldo, dall’Amministrazione Comunale e dalla Sala della Comunità che con la Parrocchia e le Acli hanno ospitato la serata. La scelta di Dario Monticelli, il presidente di Officine Musicali, è stata, tra i vari cori, per il coro The Rose Ensemble, di Saint Paul, Minnesota, USA e per un repertorio misto di canzoni hawaiiane, nella prima parte della serata, e di canzoni old America nella seconda parte. Il Coro è stato fondato nel 1996 sotto la direzione di Jordan Sramek, di origini Cecoslovacche ma nato negli USA ed è costituito attorno ad una passione veramente singolare: ricostruire le musiche sacre dei tempi delle origini di ogni popolo del mondo. Questo obbliga questo gruppo a condurre veri e propri studi di approfondimento e di ricostruzione della cultura di un tempo ed il lavoro è veramente da certosini se pensiamo che viene fatto per paesi molto lontani e anche molto diversi per cultura. Il risultato è sorprendente, il coro ha nel repertorio centinaia di canzoni che coprono quasi tutti i paesi del mondo e per un arco di tempo di 1000 anni !!! I componenti sono 13 di cui 5 uomini cantori, 1 chitarrista, 6 donne vocalist e 1 donna al violino o all’arpa gotico/gaelica. Per dare un esempio dell’impegno di ricostruzione o di “reawakening” come dicono loro delle canzoni originali si può vedere come per i brani hawaiani hanno dovuto accedere agli archivi per scoprire che i primi uomini che hanno trascritto le musiche sono stati i missionari calvinisti nel 1820 della “Compagnia dei Pionieri della Missione delle Isole Sandwich”. Questi hanno raccolto le varie musiche e testi tramandati dal popolo per via orale, li hanno trascritti, hanno tentato una traduzione nell’inglese arcaico dell’epoca e hanno qua e là adattato i testi per fare risaltare l’anima sacra e in definitiva il messaggio di ogni canzone. Così The Rose Ensemble ha pazientemente recuperato queste opere e le ha musicate fedelmente con l’aiuto di strumenti in uso localmente all’epoca. Bravo il basso Mark Dietrich che ha dato prova di una capacità non comune di estensione della voce, giustamente sottolineata da un lungo e ripetuto applauso della sala gremita. Brava la soprano Kristine Kautzman, dai tratti somatici tedeschi, che ha saputo sostenere le esecuzioni con grande cura assieme alla imponente e simpaticissima Lisa Drew che alla fine della serata, nella notte uboldese, non finiva più di fotografare la chiesa illuminata col campanile di piazza Conciliazione (beautiful, impressive).
Le esecuzioni a più voci hanno dato modo ad ogni componente di esprimere la propria arte anche su generi diversi. Infatti la seconda parte della serata è stata dominata da canzoni tradizionali americane, la maggior parte delle quali di autori anonimi ma famose ed entrate ormai nel patrimonio culturale mondiale. Per certi versi ricordavano alcuni cori visti e sentiti nei film di John Ford, per altri versi ricordavano canzoni spirituals delle piccole chiese di legno caratteristiche dei paesi dell’Ovest degli Stati Uniti d’America. Oltre a queste, da ricordare, alcune canzoni d’autore come “Still water” di Hastings (1878), “Rank stranger” di Brumley (1905) e lo spiritual popolare “I’ve been in the storm” arrangiato da Moore (1962).
Il pubblico in sala ha chiesto e ottenuto il bis nella soddisfazione generale per aver partecipato ad un evento unico nel suo genere che ogni volta assume la caratteristica del frutto di tanto lavoro e del regalo d’amore che alcune associazioni hanno voluto fare alla loro Uboldo. Nelle parole conclusive del presidente di Officine Musicali Dario Monticelli, del presidente della Pro Loco Uboldo Cesarina Pizzi e del Parroco don Giancarlo Cogliati, i ringraziamenti doverosi e la destinazione di un contributo ad una missione in Tanzania, obbiettivo e proposta di quest’anno dell’associazione legnanese Coro Jubilate e della organizzatrice “La Fabbrica del Canto”.
Ai coristi è stato offerto il consueto omaggio del Pinocchio di legno, simbolo della italianità collodiana nel mondo, come segno di affetto per aver regalato tanto nella serata. A sorpresa il coro The Rose Ensemble, nel rinfresco conclusivo seguito all’evento e offerto dalle Acli uboldesi nella loro sede, ha voluto regalare solo agli organizzatori l’esecuzione accurata di due brani storici italiani preziosi e in lingua italiana antica tratti dal “Laudario di Cortona”, l’unico manoscritto medioevale arrivato ai nostri giorni contenente una raccolta di brani monodici in volgare che hanno avuto origine nel XIII secolo.